I suoni della natura – di Paolo Vergari

i suoni della natura

L a serata dedicata alla musica di Tan Dun – uno dei massimi compositori cinesi viventi e sicuramente il più conosciuto al mondo – al Teatro Verdi di Firenze, con lo stesso compositore alla direzione dell’Orchestra Regionale Toscana, è stata un evento che rimarrà impresso nella memoria e nel cuore del folto pubblico fiorentino.

La musica di Tan Dun richiama il mondo simbolico, rituale e immaginario che lo ha visto crescere nella provincia dello Hunan, negli anni bui della rivoluzione culturale. Mondo legato alle tradizioni antiche, all’energia della natura che egli ha poi sviluppato e “contaminato” con la cultura musicale occidentale, quando non ancora trentenne si è trasferito negli Usa. Water Music, concerto per percussioni “acquatiche” e orchestra. Suoni di acqua mescolati alle armonie dell’orchestra. Paper Music, concerto per percussioni di carta e orchestra, frutto di una ricerca di possibilità foniche fi no a 60 suoni diversi realizzati con carta e cartone. Earth Music, concerto per strumenti di terra (diversi set di pentole di terracotta accordati perfettamente) e strumenti a fi ato di terracotta antichi come la Cina. Queste tre grandi composizioni realizzano musicalmente il rapporto tra la cultura (rappresentata dall’orchestra sinfonica) e la natura, l’organico (acqua, carta-aria, terra), ossia la relazione originaria con il suono nella vita dell’uomo, prima della cultura. «Sto lottando nel tentativo di trovare un suono inusuale o mai usato in musica. Sto cercando di trovare me stesso. Se trovo me stesso, allora posso trovare la mia musica». La ricerca del suono di Tan Dun, che ha attraversato il rapporto Oriente-Occidente, culturaorganico, vecchio-nuovo, come altri grandi compositori orientali – vedi Isang Yun, Toru Takemitsu – è ormai arrivato a maturazione. La sua musica è originale, sempre tesa tra richiami alla tradizione trasfi gurati e la magia dei suoni sottili e cangianti; arriva dritta al pubblico con grande facilità. Ultima nota. Tan Dun (pluripremiato con Grammy Award, Oscar, ecc.) in atteggiamento di “umile” scopritore di suoni e di armonie: il suo indubbio carisma gli ha permesso di creare un rapporto di empatia con l’orchestra. Si vedeva (e sentiva!) l’orchestra suonare con passione e convinzione, con suoni e gesti sonori non usuali in una orchestra sinfonica di stampo “classico”, il suo defi larsi per mettere in luce i talentuosi giovani solisti. Tan Dun ha trovato sé stesso e la sua musica viaggia il mondo, curiosa di scoprirsi.

Di Paolo Vergari

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